Come lavorano le convinzioni?
Una serata di orientamento per capire come lavorano le convinzioni dentro di te: cosa succede davvero quando tensione, agitazione, stanchezza o ipercontrollo tornano sempre allo stesso punto.
Prima di “risolversi”, serve sicurezza, serve capire.
La tua reazione non è il problema, è una risposta
Quando il corpo resta “acceso”, spesso sta facendo una cosa precisa: proteggere qualcosa. In questa serata non parleremo di forza di volontà, ma di come funzionano i meccanismi che tengono il sistema in allerta e perché continuano a ripresentarsi anche quando “sai già tutto”. Dare un nome a ciò che succede non risolve, ma orienta. E orientare è il primo vero sollievo. Come lavorano le convinzioni?
Funziona così:
ti dicono qualcosa o accade un evento, ti arriva un’emozione negativa, il corpo si tende, i pensieri ti confermano che c’è qualcosa che non va, e ti ritrovi a fare sempre la stessa cosa. Con i medesimi risultati che non vorresti. A volte riesci a contrastare. Ma a lungo andare, costa una fatica immane.
Durante la serata metteremo luce su questa sequenza, non per correggerla, ma per riconoscerla. Quando la vedi, smetti di chiederti “perché sono fatto così” e inizi a capire dove intervenire davvero.
Informazioni pratiche
data: martedì 30 giugno 2026
orario: 21:00
durata: 60 – 70 minuti circa
modalità: In presenza da “Hakuna Matata” a Missaglia (LC) e online su Zoom (riceverai il link via mail)
La partecipazione non implica l’iscrizione a percorsi successivi.
È uno spazio di presentazione del nostro modo di lavorare.
Ti arriverà subito una email di conferma di avvenuta registrazione alla serata sulle convinzioni, qualche ora prima dell’inizio, una email con il link della Zoom. Se non ricevi la mail di conferma controlla nella casella SPAM della tua email.
Se hai problemi scrivimi al 3898295217.
Cliccando direttamente su questo numero di telefono ti si aprirà una chat con me su WhatsApp.
L’unica cosa che ti chiediamo è puntualità e presenza, per rispetto a chi conduce la serata e chi vuole ascoltare con attenzione.
Se ti riconosci, sei nel posto giusto
Forse ti capita di arrivare a fine giornata con la testa piena e il corpo ancora contratto, anche quando fuori “è tutto ok”. Di tenere insieme lavoro, relazioni, responsabilità, e intanto sentire sotto una tensione costante: come se stessi reggendo qualcosa che gli altri non vedono.
Magari hai già capito molte cose: ti osservi, ti analizzi, dai un nome ai tuoi meccanismi. Eppure, quando arriva il momento di rilassarti davvero, il corpo fa altro. Si accende, si chiude, si irrigidisce. Ti concedi un attimo di sollievo e poi, senza un motivo chiaro, torni in allerta.
Questa serata è per te se ti capita di:
sentirti stanco anche quando oggettivamente non dovresti esserlo
essere sempre “in tenuta”, anche nei giorni normali
rilassarti solo quando crolli (non quando scegli)
avere momenti in cui va tutto bene… ma dentro resti contratto
svegliarti già con la testa accesa e il corpo teso
avere la sensazione che, se molli un attimo, succede qualcosa
reggere tutto fuori, ma essere consumato dentro
pensare “basta, ora cambio” e poi tornare identico dopo 48 ore
capire tante cose su di te, ma sentirti comunque bloccato
sentirti lucido… eppure reattivo
dire “è solo stress” ma sapere che non è solo stress
sentirti al sicuro solo quando controlli tutto
avere il corpo che si chiude proprio quando vorresti stare bene
vivere il riposo come una cosa che va meritata
Non è che sei sbagliato.
Quello che vivi ha una logica: è un sistema che prova a proteggerti nel modo che conosce.
In serata lo rendiamo leggibile.
Chi parlerà di come lavorano le convinzioni?
Giulio
FAQ - Domande Frequenti
Chiarezza prima di tutto.
Qui trovi le risposte alle domande che emergono più spesso quando si pensa di partecipare a questa serata.
Le abbiamo messe nero su bianco per spiegare cosa aspettarti, che tipo di spazio è e quali sono i confini, in modo semplice e senza fraintendimenti.
Posso partecipare anche se non so bene qual è il mio problema?
Sì. Questa serata è pensata proprio per chi sente che qualcosa non torna, ma fa fatica a metterlo a fuoco. Non serve arrivare con un problema definito: l’obiettivo è orientarsi, non risolvere.
È una serata terapeutica?
No. Non è un percorso di terapia né una seduta individuale.
È uno spazio di comprensione e orientamento per capire come lavorano le convinzioni, in cui si guarda a come funzionano alcuni meccanismi comuni tra corpo, emozioni e dialogo interno, senza fare lavoro clinico o interventi personali.
Devo fare esercizi o espormi davanti agli altri?
Non è richiesto esporsi, raccontare la propria storia o fare esercizi pratici. Puoi partecipare ascoltando, prendendo ciò che risuona e lasciando il resto. La sicurezza viene prima di tutto. Potrebbe esserci un esercizio di visualizzazione a inizio serata, ma questa è totalmente facoltativa.
Questa serata mi “sbloccherà” o mi farà stare meglio?
Non è questo l’obiettivo.
La serata non promette sbloccaggi né cambiamenti immediati. Può però offrire chiarezza, normalizzazione e una mappa per capire cosa succede e da dove partire, senza forzare il corpo o il processo.
Partecipare mi impegna a iniziare un percorso successivo?
No. La serata è uno spazio a sé.
Non implica l’adesione a percorsi, incontri successivi o proposte future. Puoi partecipare, ascoltare e fermarti lì. Non è una serata di vendita. Se lo vorrai, potrai metterti in contatto con noi successivamente.
Posso rivedere la serata registrata?
No. Partecipare live di permette di fare delle domande che altrimenti non sarebbero possibili.
Cosa si intende per serata di orientamento?
Per serata di orientamento intendiamo uno spazio di chiarificazione, non di intervento. È un incontro pensato per chi sente un disagio, una confusione o una fase di stallo, ma non ha ancora le parole per definirla né una direzione chiara da cui partire.
L’obiettivo è offrire una cornice di senso: aiutare a riconoscere ciò che si sta vivendo, comprendere come lavorano le convinzioni e che tipo di domande è utile porsi in questo momento e capire se un lavoro di crescita personale può essere pertinente, ora o più avanti.
È uno spazio per orientarsi, non per cambiare.