Parliamo di coaching al femminile, un tema che mi sta molto a cuore. Mi rivolgo specialmente alle donne nel mio lavoro e desidero smontare quelle convinzioni limitanti che nel corso degli anni ci hanno censurato e rimpicciolito, ostacolando l’espansione che meritiamo di vivere.
Quando lavoro con le mie clienti sui sistemi di credenze, spesso utilizzo test corporei per rendere visibili ciò che a livello mentale non viene percepito. Non perché manchi introspezione, ma perché molte convinzioni profonde sono incorporate nel nostro sistema e non sempre sono chiare o consapevoli. Una delle convinzioni comuni è: “Se brillo troppo, disturbo”, “Se mi faccio notare, do fastidio” o “Meglio non esagerare”.
Il Corpo e le Convinzioni Inconsce
Il corpo registra delle regole di funzionamento prima ancora che la mente le trasformi in pensieri consapevoli. Così, può accadere che una donna affermi: “Non ho problemi a brillare”, mentre il suo sistema nervoso reagisce come se esporsi fosse ancora pericoloso. Questo porta spesso a momenti di sorpresa, quando l’inconscio emerge e si rivela.
Tra donne, questa idea di limitarsi è comune perché il nostro cervello apprende dall’esperienza: per molto tempo, nella storia delle donne, esporsi ha significato attirare giudizi e critiche. Essere troppo visibili o libere ha talvolta comportato esclusione. Per questo, il corpo ha registrato una regola semplice: “Meno mi vedono, più sono al sicuro”.
Emozioni Represse e Tensione Interiore
Nel coaching al femminile si esplora questa zona di inconsapevolezza emotiva, si accumulano emozioni socialmente scomode, come invidia e rabbia, che non sono difetti di carattere, ma segnali di energia compressa. Quando viviamo al di sotto della nostra naturale espressione ed espansione, ciò che non possiamo manifestare come movimento esteriore appare come tensione: fastidio verso chi occupa spazio, irritazione verso chi si espone, giudizio verso chi “brilla”.
In verità, non è l’altro a essere “troppo”; è il nostro spazio interno che è rimasto troppo stretto. Il problema è che il cervello non si aggiorna autonomamente. Continua a seguire strategie obsolete anche quando non sono più necessarie, portandoci a rimpicciolirci anche in contesti dove potremmo occupare serenamente spazio.

Col Coaching al Femminile puoi riscoprire la Tua Presenza
Ecco la stranezza: quando iniziamo a essere più presenti, più vive e autentiche, ci sentiamo “troppo”. Troppo dirette, troppo emotive, troppo visibili. In realtà, non stiamo diventando eccessive, ma stiamo semplicemente uscendo da una versione limitata di noi stesse a cui ci eravamo abituate.
Il nostro sistema nervoso, abituato per anni alla modalità “non disturbare”, percepisce la nuova presenza come qualcosa di insolito. Pertanto, quando ci sentiamo “troppo” nel nostro essere, quel sentimento è in realtà un indicativo che stiamo tornando alla nostra misura naturale, quella che precedentemente percepivamo come “troppo”. Ricordiamoci che “troppo” non è una misura assoluta, ma piuttosto relativa all’abitudine di rimpicciolirsi.
Domande Frequenti sul Coaching al Femminile
Perché abbiamo paura di brillare?
Molte persone non hanno una paura consapevole di brillare. Il sistema nervoso ha appreso, attraverso esperienze passate e modelli culturali, che esporsi può attirare giudizi o esclusioni. Per questo il coaching al femminile porta a una tendenza automatica a ridursi o a non occupare troppo spazio.
Perché mi sento “troppo” quando mi esprimo?
Se ci abituiamo a ridurre la nostra espressione, ciò che è il nostro ritorno a una presenza più piena e autentica può apparire eccessivo al sistema nervoso.
Le convinzioni limitanti possono essere inconsce?
Sì, molte convinzioni non si manifestano come pensieri espliciti; sono schemi incorporati nel corpo e nel sistema nervoso. Questi possono influenzare il comportamento anche quando crediamo di non avere problemi a mostrarci.
Perché alcune donne si riducono anche in situazioni favorevoli?
Il cervello tende a mantenere strategie che in passato hanno garantito sicurezza. Anche quando il contesto cambia, il sistema nervoso può continuare a preferire la discrezione e la limitazione dello spazio personale.
È possibile cambiare queste convinzioni?
Le convinzioni non sono immutabili. Quando vengono rese visibili e riconosciute, il sistema nervoso può aggiornare le sue strategie per sentirsi al sicuro. Questo richiede consapevolezza, esperienza diretta e nuovi modi di abitare il proprio spazio.





